Il 24 dicembre 2024 ANAC, ha pubblicato il testo del documento, approvato in via preliminare nell’adunanza del 16 dicembre 2024, relativo all’Aggiornamento 2024 al Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) 2022
Il testo viene così aperto alla consultazione pubblica on line e potranno essere inoltrate osservazioni fino al 13 gennaio 2025 tramite il questionario on line raggiungibile dalla pagina del sito dell’Autorità dedicata alla consultazione.
Col nuovo aggiornamento l’Autorità fornisce indicazioni operative per la redazione della sezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) ai Comuni con popolazione al di sotto dei 5mila abitanti e con meno di 50 dipendenti
Il documento tiene conto delle semplificazioni introdotte dal legislatore per le amministrazioni di piccole dimensioni, nonché delle semplificazioni per i piccoli comuni individuate dall’ANAC nei precedenti PNA.
Viene inoltre illustrato il ruolo del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), evidenziando come un’efficace azione di prevenzione della corruzione richieda il coinvolgimento di tutti coloro che operano nell’amministrazione.
Si specifica, inoltre, che i comuni possono confermare la sezione del PIAO per le due annualità successive qualora non si siano verificati eventi come fatti corruttivi o ipotesi di disfunzioni amministrative significative.
Il documento descrive poi le diverse sezioni che compongono la sezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO, inclusi:
- Anagrafica del comune: dati identificativi del comune, le caratteristiche dimensionali e i soggetti coinvolti nell’approvazione della sezione del PIAO.
- Obiettivi strategici: da definire in coerenza con gli obiettivi generali del PIAO e volti alla creazione del valore pubblico. Vengono forniti esempi di obiettivi strategici, come la revisione del codice di comportamento, l’incremento della formazione in materia di prevenzione della corruzione, il miglioramento del ciclo della performance, la condivisione di buone pratiche e il rafforzamento dell’analisi dei rischi.
- Contesto esterno: analisi delle caratteristiche del territorio che possono favorire il verificarsi di fenomeni corruttivi. Si suggerisce l’utilizzo di dati provenienti da diverse fonti, come ISTAT, Ministero dell’Interno, Prefetture, relazioni della Procura nazionale antimafia, Corte dei Conti e ANAC.
- Contesto interno: analisi degli aspetti organizzativi e gestionali dell’amministrazione che possono comportare l’esposizione al rischio corruttivo.
- Struttura organizzativa: rappresentazione sintetica dell’articolazione organizzativa dell’amministrazione, includendo dati sul personale, la distribuzione dei ruoli e delle responsabilità.
- Aree di rischio: mappature: individuazione e analisi dei processi organizzativi per identificare aree potenzialmente esposte a rischi corruttivi. Per i comuni con meno di 50 dipendenti, le aree di rischio obbligatorie sono: contratti pubblici, contributi e sovvenzioni, concorsi e selezioni, autorizzazioni e concessioni. Si possono mappare anche altri processi ritenuti a rischio, come l’affidamento di incarichi di collaborazione e consulenza o la partecipazione del comune a enti terzi.
- Valutazione del rischio: giudizio qualitativo sul livello di esposizione al rischio (basso, medio, alto, altissimo). Si articola in tre fasi: identificazione del rischio, analisi del rischio (fattori abilitanti la corruzione) e misurazione del rischio (indicatori di rischio).
- Monitoraggio: programmazione di un sistema di monitoraggio sull’attuazione delle misure di prevenzione, con indicazione della frequenza e della rendicontazione degli esiti.
- Misure generali: programmazione di misure generali, trasversali a tutte le aree di rischio, volte a ridurre il rischio corruttivo. Per i piccoli comuni, sono obbligatorie misure come il codice di comportamento, l’autorizzazione allo svolgimento di incarichi extra-istituzionali, la disciplina del conflitto d’interesse, la formazione, la tutela del whistleblower, l’inconferibilità/incompatibilità per funzioni dirigenziali, i patti di integrità, il divieto di pantouflage, il monitoraggio dei tempi procedimentali, il RASA, le commissioni di gara e di concorso e la rotazione straordinaria.
- Sottosezione trasparenza: disciplina e programmazione della trasparenza come misura generale per prevenire la corruzione e la cattiva amministrazione. Si fornisce un file Excel con l’elenco degli obblighi di pubblicazione per i piccoli comuni, in cui si deve indicare il responsabile della pubblicazione, le tempistiche e il monitoraggio.
Infine, si sottolinea l’importanza del monitoraggio continuo per il miglioramento della strategia di prevenzione della corruzione.
Il documento si conclude con una serie di allegati che forniscono ulteriori dettagli e strumenti operativi per la compilazione della sezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO.